Andrea Ruggiero

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Lecco

Viaggi

Armenia

Percorso e tappe del viaggio © OpenStreetMap contributors

Registro di viaggio

  1. Khor VirapCandele accese nel monastero
  2. AreniCantina e khorovats cotto nel tonir
  3. NoravankIl monastero in fondo alla gola rossa
  4. Lago SevanTramonto sul lago
  5. HnevankIl monastero in cima allo sterrato
  6. Frontiera di SadakhloSimone non passa, si torna indietro
  7. ROT-54Il radiotelescopio sovietico abbandonato

Ottobre 2023, quattro giorni in Armenia con Francesco Lietti e Simone Caimi. Un volo Wizz Air da Malpensa, un SUV a noleggio e un’idea: fare un salto anche in Georgia. Non è andata così.

Il primo giorno

Il primo giorno è stato densissimo. Khor Virap la mattina, tra le candele accese. Poi Areni, con il giro in cantina e il khorovats, gli spiedini di carne cotti nel tonir, il forno scavato nel terreno. La strada nella gola di roccia rossa fino al monastero di Noravank, un passo di montagna con un vecchio caravanserraglio e il panorama sulle valli, e il Lago Sevan al tramonto.

Il monastero di Khor Virap nella luce del mattino
File di bottiglie nella cantina di Areni
Khor Virap la mattina, Areni subito dopo
Le montagne armene viste dal passo di Selim
Il panorama dal passo, accanto al caravanserraglio

Il confine con la Georgia

Il giorno dopo siamo partiti verso nord, con la Georgia scritta sulla mappa. Prima una tappa intermedia al monastero di Hnevank, in cima a una pista sterrata, poi un altro monastero lungo la strada, e infine la frontiera di Sadakhlo. Lì Simone è rimasto bloccato: l’auto a noleggio non aveva il permesso per passare il confine. Siamo tornati indietro.

La chiesa di Hnevank tra l'erba alta
Hnevank, in cima allo sterrato

Strade di provincia e ROT-54

Le strade armene meritano un capitolo a parte. La “tipica strada provinciale” è uno sterrato dritto tra le colline, e la “corsia di immissione” è una pista di ghiaia che ci si butta dentro. Intorno, Lada di ogni età, villaggi con i pannelli solari e un memoriale della Seconda guerra mondiale con un pugno scolpito. Nelle storie ho anche pubblicato un tutorial su come si fotografa sporgendosi dal finestrino. Non seguitelo.

Una Lada rossa che arriva lungo una strada di campagna
Una Lada 2107 bianca parcheggiata davanti alle rovine di Hnevank
Lada di ogni età, rossa e bianca

Il finale l’abbiamo trovato online: l’osservatorio radio-ottico ROT-54, un gigante sovietico abbandonato. Sembrava una bella cosa da vedere, e lo era. Una parabola enorme, una sala di controllo con console piene di quadranti e scritte in russo, un vecchio terminale con il disco combinatore. La domanda è venuta spontanea: lo accendiamo?

La grande parabola arrugginita del radiotelescopio ROT-54
Il ROT-54: non l'abbiamo acceso

In pratica

  • Se volete passare in Georgia con un’auto a noleggio, verificate prima che l’autonoleggio lo permetta: noi lo abbiamo scoperto alla frontiera.
  • Ad Areni fermatevi per il vino e per il khorovats.
  • Se vi piacciono i posti abbandonati, il ROT-54 vale la deviazione.