
Registro di viaggio
- Pop Corn BeachSabbia fatta di sassolini bianchi
- Faro del Tostón
- Flag BeachDecine di kitesurf all'orizzonte
- Playa de JarugoTramonto tra gli scogli
- Betancuria
- CofeteVista dall'alto, dopo lo sterrato
- AjuyScogliere a strati sul mare
- Los MolinosUn'ora di sterrato per vedere un ponte
- Valles de Ortega
- Isola di LobosBattello, vulcano e ultimo bagno
Pasqua 2021, in piena pandemia. Malpensa era deserta, ai controlli non c’era nessuno, e qualche ora dopo eravamo su una strada dritta nel deserto giallo di Fuerteventura. Eravamo in tre: io, Francesco Lietti e Federico Giordi, più una Volkswagen Polo bianca a noleggio che sarebbe diventata la protagonista del viaggio.
Il nord: spiagge e kitesurf
Il primo giorno l’abbiamo passato al nord. Pop Corn Beach, dove la spiaggia è fatta di sassolini bianchi che sembrano davvero popcorn, il faro del Tostón, Flag Beach con decine di kitesurf all’orizzonte. Il tramonto a Playa de Jarugo, con le scarpe in mano e gli scogli a picco sull’oceano.
La giornata della Polo
Il giorno dopo siamo andati verso l’interno e verso sud: Betancuria, un belvedere con le statue di metallo, Cofete vista dall’alto. Per arrivarci si passa da uno sterrato a strapiombo sull’oceano, e qualcuno ci aveva appena ricordato che “l’auto non è assicurata per le strade sterrate”. Appunto.
Le vacanze con Francesco le chiamiamo Lietti Holidays, e quella sera ho pubblicato il programma della giornata, tutto spuntato: bucare una gomma, resettare la spia della pressione, fare off-road per un’ora, resettare di nuovo la spia, scoprire la velocità massima del mezzo, tornare a casa prima delle 22. Tutto in un giorno solo.
Ajuy, Lobos e la riconsegna
Il terzo giorno: Playa de Tebeto, le scogliere di Ajuy, le capre, Los Molinos (un’ora di sterrato per vedere un ponte), un giro in buggy da cui siamo scesi coperti di polvere dalla testa ai piedi, e la piana di Valles de Ortega con il mulino. L’ultimo giorno abbiamo preso il battello per l’Isola di Lobos, siamo saliti sul vulcano e abbiamo fatto l’ultimo bagno.

La Polo l’abbiamo riconsegnata forata e reduce dal fuoristrada. All’autonoleggio non se ne sono accorti. La mia recensione finale: adatta all’off-road, ottima tenuta di strada, ottimi sensori di pressione degli pneumatici.
In pratica
- Il nostro noleggio non copriva le strade sterrate, e per Cofete e Los Molinos si passa di lì: tenetene conto.
- L’Isola di Lobos si raggiunge in battello e si gira a piedi in mezza giornata, salita al vulcano compresa.
- Il nord dell’isola, da Pop Corn Beach ai kitesurf di Flag Beach, si gira in una giornata: noi abbiamo fatto così.


















