
Registro di viaggio
- Canale di CorintoAlto 80 metri, largo 22
- EpidauroIl teatro visto dall'alto
- Micene
- AchladokamposIl treno abbandonato pieno di graffiti
- SpartaLeonida e il suo molon labe
- Mystras
- VoidokiliaPiedi nell'acqua, il bagno era troppo
- OlimpiaAlberi di Giuda in fiore ed elmi corinzi
- MeteoraTramonto sui pinnacoli, poi i monasteri
- DelfiIl tempio di Apollo
- AteneL'Acropoli, per chiudere
Aprile 2024, cinque giorni e 1.600 km in macchina in Grecia. Eravamo in quattro: io, Francesco Lietti, Simone Fasolo e Simone Caimi. Il giro era largo: tutto il Peloponneso, poi su fino a Meteora e di nuovo giù verso Delfi e Atene. Un paio di tappe le avevamo trovate su internet prima di partire: un treno abbandonato e una passerella su un ponte ferroviario.
Il Peloponneso
Si comincia dal Canale di Corinto, alto 80 metri e largo 22, guardato dritto in giù dal ponte ferroviario, con una camminata sulla passerella accanto ai binari che nelle storie ho intitolato “senza paura”. Poi il teatro di Epidauro, Micene vista dall’alto con il drone e il treno abbandonato di Achladokampos: vagoni coperti di graffiti su binari invasi dall’erba, da esplorare anche dentro, tra sedili rossi e calcinacci.

Il giorno dopo Sparta, con la statua di Leonida e il suo “molon labe”, che ho tradotto liberamente con “vieni a prenderle”. Mystras con le rovine bizantine e le scale invase dal finocchio selvatico, e Voidokilia, dove il bagno si è fermato ai piedi.
Olimpia e Meteora
Olimpia, con un albero di Giuda in fiore tra le colonne e gli elmi corinzi al museo. Poi tanta strada verso nord, fino a Meteora, dove siamo arrivati in tempo per il tramonto sui pinnacoli di roccia. La mattina dopo i monasteri, con le icone dorate e il legno intagliato.
Un altro ponte, Delfi e Atene
Scendendo verso sud abbiamo camminato su un’altra passerella, di lamiera arrugginita, lungo un ponte ferroviario altissimo con il vuoto sotto. Poi Delfi e il tempio di Apollo, e infine Atene: l’Odeon di Erode Attico, il Partenone, la città vista dall’Acropoli e la bandiera greca al vento a chiudere il viaggio.

In pratica
- 1.600 km in cinque giorni sono tanti: si vede moltissimo, ma una bella fetta del viaggio la si passa in macchina.
- Il treno abbandonato di Achladokampos è una sosta facile tra Micene e Sparta.
- Ad aprile l’acqua è ancora fredda: a Voidokilia ci siamo fermati alle caviglie.

















