Andrea Ruggiero

Alias Pupax
Lecco

Viaggi

Grecia

Percorso e tappe del viaggio © OpenStreetMap contributors

Registro di viaggio

  1. Canale di CorintoAlto 80 metri, largo 22
  2. EpidauroIl teatro visto dall'alto
  3. Micene
  4. AchladokamposIl treno abbandonato pieno di graffiti
  5. SpartaLeonida e il suo molon labe
  6. Mystras
  7. VoidokiliaPiedi nell'acqua, il bagno era troppo
  8. OlimpiaAlberi di Giuda in fiore ed elmi corinzi
  9. MeteoraTramonto sui pinnacoli, poi i monasteri
  10. DelfiIl tempio di Apollo
  11. AteneL'Acropoli, per chiudere

Aprile 2024, cinque giorni e 1.600 km in macchina in Grecia. Eravamo in quattro: io, Francesco Lietti, Simone Fasolo e Simone Caimi. Il giro era largo: tutto il Peloponneso, poi su fino a Meteora e di nuovo giù verso Delfi e Atene. Un paio di tappe le avevamo trovate su internet prima di partire: un treno abbandonato e una passerella su un ponte ferroviario.

Il Peloponneso

Si comincia dal Canale di Corinto, alto 80 metri e largo 22, guardato dritto in giù dal ponte ferroviario, con una camminata sulla passerella accanto ai binari che nelle storie ho intitolato “senza paura”. Poi il teatro di Epidauro, Micene vista dall’alto con il drone e il treno abbandonato di Achladokampos: vagoni coperti di graffiti su binari invasi dall’erba, da esplorare anche dentro, tra sedili rossi e calcinacci.

Le pareti verticali del Canale di Corinto e l'acqua turchese sul fondo
Il Canale di Corinto, dritto in giù dal ponte
Il circolo delle tombe e le mura dell'acropoli di Micene visti dal drone
L'interno di una carrozza abbandonata ad Achladokampos, tra sedili rossi e graffiti
Micene dal drone e dentro il treno di Achladokampos

Il giorno dopo Sparta, con la statua di Leonida e il suo “molon labe”, che ho tradotto liberamente con “vieni a prenderle”. Mystras con le rovine bizantine e le scale invase dal finocchio selvatico, e Voidokilia, dove il bagno si è fermato ai piedi.

Una loggia ad archi su un monastero bizantino di Mystras
La spiaggia di Voidokilia con l'acqua bassa e trasparente
Mystras, e l'acqua di Voidokilia, buona al massimo per le caviglie

Olimpia e Meteora

Olimpia, con un albero di Giuda in fiore tra le colonne e gli elmi corinzi al museo. Poi tanta strada verso nord, fino a Meteora, dove siamo arrivati in tempo per il tramonto sui pinnacoli di roccia. La mattina dopo i monasteri, con le icone dorate e il legno intagliato.

Il colonnato della palestra di Olimpia tra gli alberi in fiore
Elmi corinzi in bronzo al museo archeologico di Olimpia
Olimpia in fiore e gli elmi corinzi del museo

Un altro ponte, Delfi e Atene

Scendendo verso sud abbiamo camminato su un’altra passerella, di lamiera arrugginita, lungo un ponte ferroviario altissimo con il vuoto sotto. Poi Delfi e il tempio di Apollo, e infine Atene: l’Odeon di Erode Attico, il Partenone, la città vista dall’Acropoli e la bandiera greca al vento a chiudere il viaggio.

Il Partenone sull'Acropoli di Atene
Il Partenone, l'ultima tappa

In pratica

  • 1.600 km in cinque giorni sono tanti: si vede moltissimo, ma una bella fetta del viaggio la si passa in macchina.
  • Il treno abbandonato di Achladokampos è una sosta facile tra Micene e Sparta.
  • Ad aprile l’acqua è ancora fredda: a Voidokilia ci siamo fermati alle caviglie.