Andrea Ruggiero

Alias Pupax
Lecco

Viaggi

Marocco

Percorso e tappe del viaggio © OpenStreetMap contributors

Registro di viaggio

  1. MarrakechCalesse e primo tè alla menta
  2. Alto AtlanteMontagne rosse e 40 gradi
  3. Aït Ben HaddouLa kasbah vista dall'alto
  4. SkouraKasbah e palmeto
  5. Tinghir
  6. Gole del TodghaIl fiume tra pareti altissime
  7. MerzougaNotte nel campo tra le dune
  8. MarrakechMedina, souk e un golf prima del volo

Ottobre 2022, cinque giorni in Marocco. Eravamo in cinque: io, Francesco Lietti, la sua ragazza Martina e altri due amici. Tutto in macchina, e una sola cosa organizzata per bene in anticipo: la notte nel deserto. Si atterra a Marrakech, si beve il primo tè alla menta, si guarda passare un calesse, e il giorno dopo si parte.

Un calesse con cavalli bianchi tra le palme di Marrakech
Il calesse del primo pomeriggio a Marrakech

L’Atlante e le kasbah

Il primo giorno di strada è stato tra montagne rosse e bianche, dispersi nel nulla a 40 gradi. Ad Aït Ben Haddou, la kasbah vista dall’alto e un uomo con due dromedari bianchi nel letto del fiume. Ne volevo uno.

Un villaggio e un'oasi verde ai piedi delle montagne dell'Alto Atlante
Il primo giorno di strada, tra le montagne dell'Atlante

Il Marocco migliore, però, passava dal finestrino: un camion carico di fieno ben oltre la sua sagoma (tutto okay?), un pick-up pieno di tajine di terracotta, un asino con le ceste. Poi le kasbah di Skoura sopra il palmeto, Tinghir, e le gole del Todgha, con il fiume che scorre tra pareti di roccia altissime.

Una kasbah in rovina nel palmeto di Skoura
Le pareti altissime delle gole del Todgha con il torrente sul fondo
Le kasbah di Skoura e le gole del Todgha

Una notte nel Sahara

A Merzouga ci aspettava il campo tendato tra le dune. Impronte sulla sabbia, un cielo pieno di stelle e la mattina dopo in groppa al dromedario, il più elegante del viaggio. Poco più in là, in mezzo al nulla, una scala monumentale piantata da sola nel deserto. Perché no.

Una silhouette su una duna di Merzouga che lancia la sabbia al tramonto
Un dromedario sulle dune dell'Erg Chebbi all'alba
Il tramonto sulle dune e, la mattina dopo, il dromedario più elegante del viaggio

Ancora Marrakech

L’ultimo giorno nella medina, tra le serrande del souk, un camaleonte che mi è finito sul braccio davanti ai sacchi di spezie (lo portiamo a casa?) e gli incantatori di serpenti, che non amano molto essere ripresi: la foto è venuta di nascosto e un po’ sgranata. Prima del volo, una sosta in un golf con le palme riflesse nel laghetto. Poi “adios Marrakech”.

Il souk coperto della medina di Marrakech con la luce che filtra dall'alto
Il souk della medina, l'ultimo giorno

In pratica

  • La notte nel deserto a Merzouga conviene organizzarla prima di partire: noi l’abbiamo fatto, ed è stata l’unica cosa prenotata con anticipo.
  • Le distanze sono lunghe e a fine ottobre abbiamo trovato ancora 40 gradi: mettete in conto giornate intere in macchina.
  • Agli incantatori di serpenti non piace essere fotografati: chiedete, o lasciate perdere.