
Registro di viaggio
- NegomboPrimo giro in tuk-tuk, prenotato con Uber
- DambullaMacachi poco docili e il tempio nella grotta
- SigiriyaPidurangala al tramonto e 1.200 scalini
- KandyBambù giganti e Tempio del Dente
- Nanu OyaPiantagioni di tè, poi in treno
- EllaGuesthouse con vista e Nine Arches Bridge
- YalaUn safari non proprio selvaggio
- Mirissa
- GalleIl faro dentro il forte
- HikkaduwaSnorkeling e bus con le porte aperte
- ColomboZaino rubato e denuncia
Marzo 2023, tredici giorni in Sri Lanka con Francesco Lietti. Siamo partiti da Malpensa con un aperitivo in lounge, scalo a Muscat, e il giorno dopo eravamo a Negombo su un tuk-tuk arancione. Il tuk-tuk lì si prenota con Uber: la prima corsa ci è costata 250 rupie, circa 75 centesimi. Per il resto del viaggio ci siamo mossi così, più treni e bus locali con le porte sempre aperte.

Scimmie e scalini
Il triangolo culturale, per me, è stato soprattutto scimmie. A Dambulla c’erano macachi ovunque, decisamente poco docili, e poi sì, c’era anche un tempio nella grotta, pieno di Buddha dorati. A Sigiriya abbiamo visto il tramonto dalla roccia di Pidurangala, con il meteo una volta tanto dalla nostra parte. Il giorno dopo siamo saliti sulla Lion’s Rock: 1.200 scalini per salire e altri 1.200 per scendere, con una mamma macaco che guardava Francesco come se stesse decidendo se attaccarlo.
Non tutto è filato liscio. Una notte l’abbiamo passata entrambi a fare i conti con qualcosa che avevamo mangiato, e a Kandy Francesco ha abbandonato la cena perché troppo piccante.
Kandy, il tè e il treno per Ella
Kandy è stata un parco con bambù giganti e alberi pieni di pipistrelli, uno spettacolo di danze con i mangiafuoco e il Tempio del Dente, con i corridoi interamente dipinti. Poi le colline del tè, con una visita in fabbrica, e la stazione di Nanu Oya.
Il treno da Nanu Oya a Ella è quello che si vede in tutte le foto, e per un motivo: il treno blu che curva tra le colline, la gente affacciata a finestrini e porte, e io sporto fuori a fotografare con Francesco che mi teneva. È stato bello, ma la cosa che mi è rimasta di più è tutta la natura che c’era intorno, non solo quella vista dal treno. A Ella, una guesthouse con i campi terrazzati davanti e il treno rosso sul Nine Arches Bridge.

Yala e la costa sud
Il safari a Yala non è stato un granché. Un elefante selvatico l’abbiamo visto, ma tutto aveva un’aria molto finta. Meglio la costa sud: Mirissa, tartarughine marine di due settimane, il faro di Galle Fort, il tramonto e lo snorkeling a Hikkaduwa, e i bus locali che sfrecciano con la porta aperta (sembrano comodi, no?).
Colombo
Il finale non è andato come previsto. A Colombo hanno rubato lo zaino di Francesco, e dentro c’era anche il passaporto. Siamo finiti alla Tourist Police di Kollupitiya a fare la denuncia, con un minuto di silenzio per lo zaino, che non è mai stato ritrovato. Io sono ripartito come previsto; Francesco, per via del passaporto, è dovuto ripartire un giorno dopo.
In pratica
- Per gli spostamenti brevi il tuk-tuk si prenota con Uber e costa pochissimo.
- Il treno tra Nanu Oya ed Ella merita, ma è solo una parte: il bello dello Sri Lanka è tutta la natura.
- Il safari a Yala, per quanto ci riguarda, si può saltare.
- A Colombo tenete d’occhio zaini e documenti.

















