
Registro di viaggio
- Istanbul, SultanahmetCisterna Basilica e Moschea Blu
- Istanbul, GalataLa salita verso la torre
- Rose ValleyCamini delle fate e case nella roccia
- DerinkuyuDopo la mongolfiera, 85 metri sottoterra
- PamukkaleTramonto sulle vasche di travertino
Fine maggio 2026, cinque giorni in Turchia con Giulia, la mia ragazza. Tutto in macchina, Istanbul compresa, che da sola vale come prova di guida.
Istanbul
Istanbul l’ho raccontata soprattutto dagli interni. La Cisterna Basilica, con le colonne che si specchiano nell’acqua e la testa di Medusa nella penombra. La Moschea Blu, con le cupole decorate e le vetrate colorate. Il giorno dopo la salita verso la Torre di Galata e un palazzo sul Bosforo pieno di lampadari giganti, con uno scalone dalla balaustra di cristallo e un cancello bianco che si apre direttamente sull’acqua.
Verso la Cappadocia
Poi tanta strada verso est, con una sosta su un lago salato, bianco fino all’orizzonte, e la macchina parcheggiata sul bordo. In Cappadocia, valli piene di camini delle fate, case e chiese scavate nella roccia, scale di legno che salgono verso finestre ricavate nella pietra, e le creste rosa della Rose Valley.

La mongolfiera
Il momento più bello del viaggio è stato il volo in mongolfiera. Sveglia prima delle cinque, i palloni che si gonfiano a terra ancora al buio, e poi decine di mongolfiere sopra le valli mentre sorge il sole. Lo stesso giorno siamo scesi sottoterra a Derinkuyu, una città scavata fino a 85 metri di profondità che ospitava oltre ventimila persone, tra cunicoli stretti e gradini consumati. Per chiudere, un vasaio al lavoro al tornio a pedale.
Pamukkale
Sulla strada verso ovest ci siamo fermati in un antico caravanserraglio, con una sala piena di tappeti. L’ultima sera, il tramonto sulle vasche bianche di travertino di Pamukkale.
In pratica
- La mongolfiera all’alba vale ogni minuto di sonno perso.
- Istanbul in macchina si può fare: noi l’abbiamo fatto, e ne siamo usciti interi.
- A Derinkuyu i cunicoli sono stretti: se soffrite di claustrofobia, mettetelo in conto.

















